dic 20 2015
Nota alla stampa: Altri 18 morti vittime di un naufragio nel Mar Egeo.
P. Camillo Ripamonti, presidente Centro Astalli commenta così le ultime tragiche notizie: ”Non stanchiamoci di chiedere che si ponga immediatamente fine al massacro. Non possiamo abituarci a contare i morti. Se lo facessimo avremmo perso la nostra umanità.
Il diritto d’asilo oggi rappresenta l’emblema del nostro grado di civiltà. La nostra storia comune italiana ed europea parla di popoli martoriati dalle guerre e dalle dittature. Stiamo lasciando morire innocenti che sono accomunati ai nostri padri dalla mancanza di libertà e dalla privazione dei diritti umani. Muoiono ogni giorno uomini, donne, bambini. Potremmo essere noi, Mettiamoci nei loro panni. Siamo responsabili del nostro avvenire per questo abbiamo il dovere di interrompere questa spirale di morte. Una società senza memoria non ha futuro”.
Ufficio stampa Centro Astalli
Donatella Parisi: 06 69925099 – d,parisi@fondazioneastalli.it
By Gaia Garofalo • Comunicati Stampa •
dic 16 2015
La preghiera interreligiosa per la pace: la diversità che arricchisce
Tutte le religioni sono portatrici di un messaggio di pace e speranza. Lo hanno portato in piazza tutte le comunità religiose di Palermo, in una silenziosa marcia dove ognuno aveva la sua candela accesa simbolo del proprio impegno personale nella difesa, condivisione e divulgazione dei valori di pace, tolleranza e dignità umana. Non c’erano appartenenze e i cristiani pregavano come i musulmani, e i musulmani come gli ebrei, e gli ebrei come gli induisti e come i buddhisti e come i valdesi. Alla preghiera interreligiosa, c’erano tutti i rappresentanti delle comunità religiose delle città, c’erano le istituzioni, c’erano gli operatori delle associazioni che con la loro opera quotidiana fanno sì che pace, tolleranza, rispetto della dignità umana, non restino solo belle parole ma fanno in modo che un semplice atto di amore crei un flusso senza fine. E c’erano anche i nostri ragazzi con il loro fagotto di esperienze che sono la dimostrazione più viva di cosa succede nei luoghi in cui i diritti umani vengono calpestati. E allora si fugge. L’Italia è la meta di molte di quelle anime che scappano dagli orrori commessi anche in nome di Dio, delle religioni di cui vengono stravolti i significati, i simboli, le parole. Palermo è una città multietnica. L’immigrazione, il dialogo interculturale e interreligioso sono tra la sfide più importanti. Ma ieri, ancora una volta, Palermo ha dimostrato di essere una città accogliente e ognuno, ha preso l’impegno di accettare e convivere con il proprio vicino che ha un altro colore, un’altra religione, che parla un’altra lingua ma infondo dice le stesse identiche cose.
«La diversità arricchisce» è stato il concetto espresso più volte durante la manifestazione. La ricchezza della diversità ha brillato nella luce di tutte quelle candele, in piazza Pretoria in cui i rappresentanti delle comunità religiose hanno condiviso le loro preghiere o un pensiero che esprimesse pace, solidarietà, fratellanza, la condivisione di quanto più intimo abbia l’uomo, che è proprio la preghiera. Condivisione che si è materializzata nella benedizione e nella distribuzione del pane, preparato da coloro che vivono presso la Missione di Biagio Conte. Gli ultimi, gli stessi che spesso vengono relegati ai margini di queste società contemporanee consumiste e opulente, hanno preparato il pane per tutta quella gente in piazza. Intere pagnotte distribuite, spezzate e condivise con chi stava vicino.
Nei giorni del terrore Palermo risponde con un gesto che dimostra che convivenza e rispetto reciproco sono possibili, che l’odio e la paura dell’altro impoveriscono e ci fanno dimenticare di essere umani. Esistono armi più potenti delle bombe che sono il dialogo, l’istruzione e l’integrazione; non fanno vittime e ci insegnano che l’altro ci restituisce un’immagine nuova di noi stessi, che la sua prospettiva può migliorare anche la nostra, che è molto di più quello che ha da donarci piuttosto che ciò che potrebbe toglierci, che la sua diversità porta ricchezza e che condividere e molto meglio che competere.
By Gaia Garofalo • News •
dic 11 2015
“Le religioni insieme… per la pace”. Il 15 dicembre una preghiera interreligiosa per celebrare la sacralità della vita e la tolleranza
Il Centro Astalli Palermo invita ad una preghiera interreligiosa intitolata “Le religioni insieme… per la pace” ispirata ai valori di pace, sacralità della vita e tolleranza che sono presenti in tutte le religioni.
La preghiera, che è speranza di pace per il nostro tempo, sarà quindi segno di convivenza e rispetto reciproco, frutto del dialogo in atto da anni tra le comunità religiose della nostra città.
Martedì 15 Dicembre, alle ore 17,00, ci incontreremo nella piazza Bologni da cui si snoderà un corteo silenzioso illuminato da candele come simbolo di un impegno di pace, per terminare al Palazzo delle Aquile.
Si mediterà su brani tratti dai libri sacri o da testi significativi delle diverse religioni ispirati a valori comuni, quali la sacralità della vita, la pace e la tolleranza e ci si scambierà un gesto di pace, ciascuno nella propria lingua.
La corale di bambini Vox Animae eseguirà canti sul tema della pace ed il coro dell’ERSU di Palermo proporrà canti tratti dal proprio repertorio multietnico in lingue diverse.
A fianco dei rappresentanti delle diverse religioni, della Consulta delle culture e della società civile parteciperanno il Vescovo Corrado Lorefice ed il Sindaco Leoluca Orlando.
By Gaia Garofalo • Eventi •
dic 6 2015
Lorefice è il nuovo vescovo di Palermo: «Penso una Chiesa che sostiene la vita di chi è in difficoltà come fanno il centro Astalli, il centro Santa Chiara, la Caritas e la Missione di Biagio Conte»
«Che ci faccio qui? È da un po’ di giorni che me lo chiedo però ci sono e ci voglio essere». La rivoluzione di Papa Francesco passa anche da Palermo. La guida pastorale della città passa ufficialmente ad un prete di strada, sempre vicino agli ultimi e ai più deboli, in lotta contro ogni tipo di mafia, nel silenzio dei media. Don Corrado Lorefice, il parroco di Modica, si è insediato ieri nell’arcidiocesi di Palermo durante una cerimonia solenne che ha coinvolto tutti i cittadini e le istituzioni. Una città in festa per accogliere la sua guida spirituale che sarà portata avanti del segno di don Pino Puglisi e «della sua Chiesa di frontiera» come l’ha definita lo stesso Don Corrado. Durante il suo discorso ai fedeli ha ribadito il suo impegno «per una Sicilia libera dai lacci di tutte le mafie, dai giovani costretti a partire, dalla povertà, dall’ingiustizia», senza mai dimenticare chi vive ai margini della società. Per questo durante il suo discorso Don Corrado ha citato chi quotidianamente si impegna al sostegno dei più deboli, ricordando anche l’operato del Centro Astalli insieme a quello della Caritas, del Santa Chiara e della Missione di Biagio Conte. Palermo è una città multietnica. L’immigrazione, l’integrazione, il dialogo interreligioso e interetnico saranno tra le sfide più importanti del suo pastorale. «È l’identità stessa del Cristianesimo e del Vangelo ad imporre l’accoglienza e la solidarietà nei confronti dei forestieri. L’immigrazione è un fenomeno epocale che interpella sia la Chiesa come comunità diocesana, sia lo Stato come entità pluralista e società aperta» aveva già dichiarato circa un mese fa durante un’intervista a “Famiglia Cristiana”. L’invito è quello di farci orientare dalla bussola della Costituzione Italiana e in particolare dal principio di uguaglianza, sancito dall’articolo tre, che tra lacrime e commozione ha poi recitato.
«Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali»
Inizia così il cammino di Don Corrado, che nonostante la sua nomina a vescovo di Palermo, non dimentica le sue origini e continua a farsi chiamare così. Buona strada Don Corrado.
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dic 6 2015
Mattarella per la giornata del volontariato: “costruire muri ci rende più deboli”
«I flussi migratori, dovuti alle guerre, alle persecuzioni, alle privazioni nei Paesi del Medio Oriente e dell’Africa, ci richiedono, senza rinunciare alla sicurezza, un di più di accoglienza e di disponibilità», dice il Presidente Sergio Mattarella, in occasione della Giornata internazionale del volontariato al Quirinale. «Vi è molto da lavorare sul piano dell’integrazione, l’accoglienza è solo il primo passo.
Le diverse comunità etniche e religiose che si insediano nel nostro territorio vanno accompagnate, con comprensione e rispetto, verso il loro pieno inserimento nella società. Ma per farlo veramente devono conoscere la nostra cultura, le nostre leggi, la nostra lingua. Investire in questo delicato e importante settore significa evitare gravi difficoltà in futuro».
Secondo il presidente della Repubblica, «un Paese impaurito, dove si costruiscono muri, dove si allentano i legami sociali, è un Paese più debole, destinato ad incontrare difficoltà nel mondo globalizzato». Mentre «un Paese unito, un Paese solidale, dove i cittadini avvertono il senso della responsabilità sociale è un Paese più forte, in grado di affrontare le sfide del nostro tempo», ha aggiunto.
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dic 20 2015
Un pranzo per gli immigrati. L’iniziativa di solidarietà dell’UCID
Nelle cucine del Centro Astalli Palermo per offrire il pranzo agli immigrati. In prossimità del Natale l’iniziativa di solidarietà è arrivata dalla sezione di Palermo dell’Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti (UCID). Agli utenti del Centro, molti dei quali senza fissa dimora, è stato offerto un pasto caldo preparato dallo chef Rosario Picone e dagli studenti dell’istituto alberghiero Pietro Piazza. Il pranzo è stato allestito nel salone del centro che è stato invaso da una bellissima atmosfera di gioia e condivisione. Gli utenti presenti hanno trascorso una mattinata in allegria e all’insegna del buon cibo. Sulla tavola piatti tradizionali siciliani come la caponata di melenzane, la caponata di pesce spada, la crema di ricotta, macco di fave, ma anche piatti appartenenti ad altre culture come il cous cous e l’insalata di carote che ricorda quella tipica marocchina: la contaminazione delle culture che passa anche attraverso il cibo. Un’iniziativa di solidarietà che ha fatto rivivere il vero spirito del Natale e dell’accoglienza. I ragazzi dell’istituto alberghiero hanno avuto modo di mettere in pratica quanto imparato sui banchi di scuola e hanno sperimentato il grande valore di donare e di donarsi per gli altri.
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