ott 2 2015
Il bambino color gianduia
Non dovevo essere lì per un’infinità di motivi: perchè era tardi, perchè Mattew aveva la tosse e c’era freddo, perchè in macchina eravamo in sette, perchè avevamo deciso di parcheggiare da un’altra parte, perchè prima aveva diluviato e non volevo uscire. E invece c’ero.
Vicino al mare sembra che il vento soffi più forte e sia più freddo, specialmente all’imbrunire di un pomeriggio di primo autunno. E sono arrivati all’improvviso, come spinti dal vento. Parlano in inglese, ho pensato fossero turisti: un bel ragazzo africano, alto e un bambinetto vivace color gianduia e i ricci stranamente chiari, sicuramente padre e figlio. Li precede un ragazzo di pelle chiara. Hanno un cartone della pizza e una bottiglietta di coca che appoggiano sulla panchina alle nostre spalle. Il ragazzo di pelle chiara, sorpreso, riconosce Sofian che parla con me, Salam aleikum saluta in arabo, si scusa e lo chiama da parte. Rimango a guardare il mare e il bambinetto color gianduia che corre nel vento. Tornano poco dopo, Sofian mi presenta Shadi, è giordano, ma si rivolge a me in italiano corretto. Abbiamo un problema grave, dice, e non so perchè penso vogliano scherzare. Ma non è così. Ho incontrato il ragazzo e il bambino nella moschea, hanno dormito lì, sono qui da due giorni, lui non ha documenti, la moglie, slovacca, è morta di cancro, vengono dall’est e lui vuole andare in Arabia Saudita dove è cresciuto, anche se è di origini mauritane, cercano un posto per dormire per uno o due giorni, ma nessuno li vuole ospitare, aspetta domani per farsi mandare i soldi con Western Union, deve fare il biglietto per Tunisi e poi trovare un altro mezzo per l’Arabia…..un racconto concitato, confuso che faccio fatica a mettere insieme per capire. L’unica cosa che capisco immediatamente è che il piccolo non può dormire per strada con il diluvio preannuniato dai lampi che fendono il cielo sul mare. Dico allora di aspettarmi lì, in macchina saremmo in dieci….Richiamo Mattew, Michele, le mie figlie, Sofian e Valeria e mi dirigo di corsa alla Locanda del samaritano. Suono, mi aprono, spiego velocemente, non accolgono minori. Per risparmiare tempo nel tragitto verso il Centro faccio alcune chiamate; Emanuele mi risponde e dice che richiamerà. Intanto arrivo al Centro, consulto la carta dei servizi, niente il posto più vicino è a Santa Cristina, la concitazione aumenta. Emanuele richiama e gli anticipo le informazioni che sta per darmi, mi dispiace non possiamo fare nulla, mi dice. Per favore, chiedi ad Alfonso, il presidente, magari…. No , mi direbbe di no chiedi tu, a te non dirà di no. Mi stupisco: sono nessuno, perchè dovrebbe….Ma non posso perdere tempo, provo, chiamo, racconto velocemente. Non esita un istante e mi indica le stanze disponibili. Capiso cosa vuol dire essere felici. Mando i ragazzi al Foro Italico a prenderli…..chiamano poco dopo: non ci sono più e chiedono a tutti se qualcuno ha visto un ragazzo scuro e un bambino. Il cuore mi fa un tonfo. Con un’intuizione dei ragazzi troviamo il cellulare di Shadi, lo chiamano…..arrivano subito dopo. Entrano. Il bambino trova una chitarrina con le corde saltate e ride, gioca. What’s your name? Ride e non risponde. Samuel, risponde il padre e lui è Edward. Thank you, dice. Andiamo a cercare indumenti per il bambino: fa freddo ed ha ai piedi un paio di crocs. Il padre non vuole nulla per sè. Pantaloni, maglietta, felpa, un paio di scarpe….I am a boy! Theese shoes are for girl! Ridiamo tutti, domani andremo a comprare delle scarpe. Asciugamani, lenzuola, pigiami, l’occorrente per fare una doccia e per la notte, anche un orsetto. Li accompagnamo in camera, Samuel si tuffa sul letto con il nuovo amico, good night, thank you.
Torno il giorno dopo, ho portato merende per il bimbo e voglio andare a comprare le scarpe. Non li trovo , sono andati a farsi inviare i soldi, mi dice Shadi. Tornerò nel pomeriggio. 19.35: vedo una chiamata di Shadi delle 17.00, chiamo subito: sono partiti. Mi prende una grande tristezza, mi faccio dare il numero, chiamo, I’ m fine,ci salutiamo.
Thank you, Agata, I will never forget. God bless you. Edward. L’ho letto questa mattina, sulla lavagna della mensa.
By Gaia Garofalo • Storie migranti •
ott 1 2015
Bonus bebè 2015
Sul sito ufficiale del comune di Palermo sono stati pubblicati l’avviso e la modulistica per presentare le istanze del bonus bebè, che riguarda i minori nati nel 2015 nel territorio della Regione Sicilia. La richiesta può essere presentata anche da migranti, purché residenti a Palermo al momento della nascita del figlio o dell’adozione ed in possesso di permesso di soggiorno valido. L’istanza redatta attraverso apposito modulo, va presentata presso una delle sette circoscrizioni insieme ai seguenti documenti: fotocopia del documento di identità del richiedente, attestato ISEE rilasciato dagli uffici abilitati riferito all’anno 2013, per i migranti fotocopia del permesso di soggiorno in corso di validità, per chi ha adottato è necessaria la copia del provvedimento di adozione datato 2015. Per i nati o adottati dal 1/1/2015 al 30/06/2015 il termine ultimo di presentazione dell’istanza è il 15/10/2015. Per i nati o adottati dal 1/7/2015 al 30/09/2015 il termine ultimo di presentazione dell’istanza è il 30/10/2015. Per i nati o adottati dal 1/10/2015 al 31/12/2015 il termine ultimo di presentazione dell’istanza è il 29/01/2016. Non tutte le istanze riceveranno il contributo, in quanto verrà predisposta una graduatoria.
Lista degli allegati da scaricare:
By Gaia Garofalo • Bandi e concorsi •
set 29 2015
SAVE THE DATE: 9 ottobre il convegno «Quale sguardo sui migranti forzati? L’esperienza dell’Ambulatorio del Policlinico»
Si terrà presso l’aula Maurizio Ascoli il convegno organizzato dal Policlinico di Palermo “Paolo Giaccone” e dall’ambulatorio di Medicina delle migrazioni. Si parlerà di diritto internazionale e della realtà contemporanea, delle norme nazionali e locali in termini di gestione dei flussi migratori, ma anche di medicina interna e di come questa dialoghi con l’aspetto psicologico dei pazienti, di come anche l’approccio antropologico sia diventato una componente fondamentale. Tutto partendo dall’esperienza quotidiana del Policlinico e dell’ambulatorio di Medicina delle migrazioni.
Scarica qui il programma del convegno
By Gaia Garofalo • Eventi •
set 25 2015
Dopo vertice UE rimangono ancora domande senza risposta. Il commento del Centro Astalli
Il Centro Astalli, alla luce dell’esito del Consiglio straordinario dei capi di Stato europei, riunito ieri a Bruxelles, continua a manifestare dubbi e perplessità sulle attuali politiche europee e sugli scenari che si stanno delineando in materia di gestione dei flussi di migrazioni forzate verso l’UE.
Alcune questioni in particolare rimangono irrisolte:
Come evitare altre morti durante i viaggi verso l’Europa? Senza un’azione comune e coordinata da parte dell’Unione con ogni probabilità la situazione ai confini dell’Europa peggiorerà, mettendo a rischio l’accesso alla protezione delle persone e la loro stessa possibilità di sopravvivere. In un momento in cui le Nazioni Unite registrano il maggior numero di rifugiati nella storia, l’UE continua a non voler stabilire vie legali che siano un’alternativa valida al traffico di esseri umani e che consentano l’accesso alla protezione per le persone in fuga da guerre e persecuzioni.
L’istituzione degli hot spot permetterà a tutti i potenziali richiedenti asilo di presentare domanda di protezione nel rispetto dei diritti e delle garanzie previste? In nessun caso è ammissibile la detenzione di un migrante che chiede protezione. Il piano di ricollocazione di richiedenti asilo nei diversi stati membri dell’Unione deve sempre tenere in considerazione il consenso, le preferenze e le esigenze della singola persona. Anche le misure di rimpatrio, infine, devono assicurare il pieno rispetto dei diritti e della dignità dei migranti.
Stabilire una lista di Paesi terzi sicuri rischia di violare il principio cardine della Convenzione di Ginevra sullo status di Rifugiato: il riconoscimento della protezione avviene sulla base della dimostrazione di una persecuzione a “carattere personale” e dunque ciascuna domanda di asilo deve essere esaminata approfonditamente, indipendentemente dal Paese di provenienza del richiedente.
P. Camillo Ripamonti, presidente Centro Astalli, sottolinea: “Al Centro Astalli ogni giorno si rivolgono a noi uomini e donne mediamente molto giovani che scappano da paesi come la Somalia, la Nigeria, la Guinea, l’Iraq, l’Afghanistan oltre che da Eritrea e Siria. Hanno storie di persecuzione personale per motivi religiosi, sono attivisti politici, donne e uomini gravemente discriminati in base al loro orientamento sessuale. Molti di loro sono vittime di tortura. Di fatto moltissimi richiedenti asilo oggi scappano anche da paesi in cui non c’è un dichiarato conflitto armato in corso ma in cui i diritti umani fondamentali non vengono garantiti e la loro vita è in grave pericolo.
Non possiamo accontentarci di proteggere solo le vittime delle guerre che oggi sono al centro del racconto mediatico”
By Gaia Garofalo • News •
set 24 2015
Asilo nell’UE, nuovi dati Eurostat per il 2° trimestre 2015: oltre 213 mila richieste d’asilo, in Italia 14.900
Secondo i dati di Eurostat, durante il 2° trimestre del 2015 (da aprile a giugno 2015), 213.200 persone hanno chiesto per la prima volta asilo nell’Unione europea (UE), il 15% in più rispetto al 1° trimestre del 2015 e l’85% in più rispetto al 2° trimestre del 2014. In Italia le richieste sono state 14.900, rispetto alle 15.250 del 1° trimestre.
In particolare, il numero di siriani e afgani è aumentato notevolmente, fino a raggiungere rispettivamente quasi 44mila e 27mila, circa un terzo di tutte le richieste. In calo i Kosovari, passati da quasi 50 000 nel primo trimestre 2015 a poco più di 10 000 nel secondo trimestre del 2015.
Nel corso del secondo trimestre 2015, il maggior numero di prime richieste è stato registrato in Germania (80 900, il 38%), seguita da Ungheria (32 700, ovvero il 15%),Austria (17 400, pari all’8%), Italia (14 900, il 7%), Francia (14 700, il 7%) e Svezia (14 300, il 7%).
In Italia, i tre paesi da cui provengono il maggior numero di richiedenti asilo sono stati: Nigeria (2.920), Gambia(1.640) e Pakistan (1. 395). 48.300 le richieste d’asilo ‘pendenti’, presentate precedentemente e non ancora esaminate
Clicca qui per scaricare il rapporto Eurostat
By Gaia Garofalo • News •

ott 3 2015
Nota alla stampa. 3 ottobre 2015: due anni dal terribile naufragio in cui persero la vita 368 eritrei al largo di Lampedusa.
“Uomini, donne e bambini, “morti di frontiera” che toccano la nostra attenzione per tempi sempre più brevi. Lo spazio di un telegiornale, di una notizia, di immagini ogni giorno più strazianti. Comunicazioni sempre più rapide. Alla morte ci si abitua troppo in fretta quando non ci riguarda da vicino.
E invece bisogna mantenere vivo il ricordo di quel tragico giorno e dei tanti altri che purtroppo ne sono seguiti”. Così P. Camillo Ripamonti, presidente Centro Astalli, commenta l’anniversario.
Ancora una volta oggi il Centro Astalli chiede alle istituzioni nazionali ed europee:
- canali umanitari sicuri per chi si trova costretto a dover chiederà asilo in Europa. Senza un’azione comune e coordinata da parte dell’Unione con ogni probabilità la situazione ai confini dell’Europa peggiorerà, mettendo a rischio l’accesso alla protezione delle persone e la loro stessa possibilità di sopravvivere. In un momento in cui le Nazioni Unite registrano il maggior numero di rifugiati nella storia, l’UE continua a non voler stabilire vie legali che siano un’alternativa valida al traffico di esseri umani e che consentano l’accesso alla protezione per le persone in fuga da guerre e persecuzioni.
– Il pieno rispetto della Convenzione di Ginevra e del suo principio cardine per cui il riconoscimento dello status di rifugiato avviene esclusivamente sulla base della dimostrazione di una persecuzione a “carattere personale” e dunque dell’esame attento e approfondito di ciascuna domanda di asilo, indipendentemente dal Paese di provenienza del richiedente. Il Centro Astalli esprime preoccupazione rispetto al cosiddetto “approccio hotspot“, che rischia ancora una volta di anteporre l’interesse e le priorità dei singoli Stati membri ai bisogni di protezione delle persone che arrivano in Europa.
– Una politica comune di asilo di ampio respiro, che rifugga da provvedimenti emergenziali, frettolosi e contraddittori e sia invece capace di valorizzare a pieno il contributo che i rifugiati possono e desiderano dare alla società europea. Il primo passo deve essere il definitivo superamento del Regolamento di Dublino e un’assunzione sostanziale di responsabilità da parte di tutti gli Stati dell’Unione, che metta fine ad avvilenti contrattazioni in cui la dignità, i diritti umani e le legittime aspirazioni di ciascun migrante non sembrano avere alcun valore.
Ufficio stampa Centro Astalli
Donatella Parisi 06 69925099 -
d.parisi@fondazioneastallli.it
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