nov 15 2015
Ripamonti, Centro Astalli: Il Summit di Malta dia il via a un cambiamento sostanziale delle politiche migratorie UE
L’11 e il 12 novembre si è svolto il Summit di Malta sulla migrazione, al fine di discutere non solo a proposito delle misure adottate dai paesi europei per fronteggiare i flussi, ma anche per indagare sulle cause profonde della migrazione e analizzare la questione nei paesi di origine dei flussi migratori e in quelli di transito. La conferenza è stata incentrata sui processi di cooperazione esistenti tra l’Europa e l’Africa, in particolare i processi di Rabat e di Khartoum sulla migrazione e il dialogo Unione Europea – Africa in materia di migrazione e mobilità. Al vertice hanno partecipato i rappresentanti degli Stati Membri dell’Unione Europea e dei paesi partecipanti ai processi di Rabat e Khartoum, gli osservatori dei processi di Rabat, i rappresentanti della Commissione dell’Unione Africana e della Commissione della Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale (ECOWAS), i rappresentanti delle Nazioni Unite (ONU) e dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM).
Il Centro Astalli, in occasione del vertice di Malta, ha sottolineato alcuni punti cruciali per un cambiamento sostanziale e non più procrastinabile delle politiche UE in materia di migrazione.
Come evitare altre morti durante i viaggi verso l’Europa?
Non si può tollerare che continuano le stragi quotidiane nel Mediterraneo, a cui si sommano quelle meno visibili nel Sahara e lungo le rotte della migrazione forzata. È urgente creare vie sicure e legali di accesso all’Europa: rilascio di “visti umanitari”, sospensione temporanea dell’obbligo di visto in alcune situazioni critiche; incremento del resettlement, ampliamento del diritto al ricongiungimento familiare o altri meccanismi che potrebbero essere sperimentati in progetti pilota, in collaborazione con chi opera nei Paesi di origine o di transito. Ma devono essere misure proporzionate per quantità al bisogno. Nonostante il dichiarato impegno a contrastare il traffico di esseri umani, non abbiamo ancora visto un impegno europeo significativo su questo tipo di misure, che sono le uniche in grado di contrastare effettivamente lo smuggling.
La soluzione non può essere chiudere le frontiere
Lo sforzo di mettere in atto azioni di tutela umanitaria di emergenza lungo le rotte percorse dai rifugiati, specialmente in vista dell’arrivo dei mesi invernali, è apprezzabile e sensato. Preoccupa invece l’intenzione di bloccare i flussi in Paesi fuori delle frontiere esterne dell’Unione. Non è accettabile che l’Europa deleghi gli obblighi di protezione a Paesi Terzi che non possono assicurare standard di protezione adeguati alla dignità e ai diritti delle persone. La protezione effettiva dei rifugiati deve essere prioritaria rispetto all’esigenza di contenere i flussi.
La solidarietà europea
Nutriamo serie perplessità rispetto alle modalità di questo programma di relocation, su cui si sta facendo un investimento considerevole. Il piano proposto appare non solo numericamente insufficiente, ma non privo di punti critici.
Associare la protezione internazionale ad alcune nazionalità di origine, suggerendo che i cittadini di alcuni Stati abbiano chiaramente bisogno di protezione e quelli di altri Stati non abbiano invece titolo, può portare a semplificazioni pericolose. Introdurre una sorta di filtro di ingresso nella procedura ordinaria rischia di creare rifugiati di serie A e rifugiati di serie B.
In Sicilia sono già state registrate gravi irregolarità nell’accesso alla procedura per richiedenti asilo di nazionalità non candidabili alla relocation.
Su Relocation e Regolameto Dublino
Ci pare infine preoccupante il fatto il programma di relocation preveda la possibilità di ricorrere alla coercizione e alla detenzione. In nessun caso è ammissibile la detenzione di un potenziale rifugiato solo perché cerca di realizzare un progetto di vita diverso da quello contemplato dalle attuali norme europee.
È necessario definire un nuovo meccanismo che regoli in coinvolgimento degli Stati membri rispetto agli arrivi dei migranti forzati: il Regolamento di Dublino, che nel corso degli ultimi mesi è stato di fatto superato dagli accadimenti, è chiaramente inadeguato, inefficace e non più utile a gestire la situazione. Si deve immaginare un meccanismo completamente diverso di condivisione di responsabilità, che non guardi unicamente alla procedura d’asilo, ma più ampiamente alle prospettive a medio e lungo termine per chi si vede riconoscere la protezione internazionale da uno Stato europeo.
Camillo Ripamonti, presidente Centro Astalli sottolinea: «È urgente contrastare le cause delle migrazioni forzate, in un’ottica di promozione della pace e della giustizia. Assolutamente vitale appare un nuovo protagonismo in Africa. Una particolare attenzione è richiesta nelle situazioni in cui sono in atto conflitti e gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani: è il caso, ad esempio, di molti Paesi coinvolti nel Processo di Khartoum, daSud Sudan all’Eritrea. La gestione delle migrazioni e il contrasto del traffico di esseri umani deve tenere conto del dovere di proteggere le persone. Qui al Centro Astalli incontriamo quotidianamente rifugiati in fuga da Paesi che vengono talora definiti sicuri, che hanno vissuto sulla loro pelle persecuzioni di straordinaria gravità: Nigeria, Gambia, Mali, Mauritania. Sarebbe molto grave se a queste persone venisse sistematicamente impedito l’accesso alla protezione».
By Gaia Garofalo • News •
nov 15 2015
I rifugiati del Centro Astalli incontrano Papa Francesco. Ripamonti, Centro Astalli: La violenza e l’odio si vincono con il dialogo e la pace
Papa Francesco ha ricevuto questa mattina in udienza privata 18 rifugiati del Centro Astalli che con lo staff del Jrs Internazionale e P. Camillo Ripamonti presidente Centro Astalli, hanno avuto modo di incontrare il Pontefice in un’udienza privata in occasione dei 35 anni del JRS.
Il gruppo era composto da rifugiati provenienti da Somalia, Egitto, Costa d’Avorio, Iran, Congo Kenia, Ucraina, Burkina Faso. Ciascuno di loro ha avuto modo di salutare personalmente il Pontefice e rivolgergli qualche parola.
P. Camillo Ripamonti, presidente Centro Astalli, a margine della visita, ha dichiarato che mai come in questo momento è importante continuare ad agire in nome della solidarietà nei confronti degli oppressi e delle vittime di conflitti e di violenze. “I fatti di Parigi hanno mostrato il volto orribile del terrorismo. Quello stesso terrorismo da anni in paesi come la Nigeria, la Siria, il Mali e l’Afghanistan colpisce indiscriminatamente civili inermi e mette in fuga ogni giorno migliaia di persone”.
“Oggi più di ieri, continua Ripamonti, vogliamo ribadire il nostro impegno ad essere uomini e donne di dialogo, di pace. È nostra responsabilità lavorare insieme per la costruzione di società in cui il rispetto dei diritti e della dignità di ciascuno sia l’unica forma di contrasto ad abusi e violenze”.
Il discorso integrale di Papa Francesco al JRS
Ufficio stampa Centro Astalli
Donatella Parisi: 06 69925099 – d.parisi@fondazioneastalli.it
By Gaia Garofalo • News •
nov 10 2015
12 Novembre workshop per operatori SPRAR e centri di accoglienza
Si terrà questo giovedì, 12 novembre, il workshop organizzato dal Centro per lo Sviluppo Creativo “Danilo Dolci”, sulle nuove metodologie per l’inserimento dei migranti nel mondo del lavoro. L’evento formativo è rivolto agli operatori SPRAR e dei centri di accoglienza per migranti e si svolgerà presso la sede del CSC Danilo Dolci, in via Roma 94 (angolo via Divisi), a partire dalle 15:00, per una durata complessiva di circa due ore. Il workshop rientra all’interno del progetto SAMIN, finanziato dalla comunità Europea nell’ambito del programma “Leonardo – Transfer of Innovation”. All’interno del progetto SAMIN è stato anche realizzato un manuale metodologico per lavorare con i migranti a livello europeo. L’iniziativa rappresenta oltre che un utile momento di formazione, anche di confronto con i progetti di inserimento portati avanti in altri paesi europei, grazie alla presenza dei partner provenienti da Regno Unito, Paesi Bassi, Austria, Germania, Francia
By Gaia Garofalo • News •
nov 9 2015
La Madonna col velo nero
Altissima, regale, bella come la Madonna di Antonello da Messina, ma con il velo nero. E occhi profondi. Entrano in tre: un uomo, una bella ragazzina con la bicicletta e lei, che si ferma sulla porta. La guardo e le chiedo se posso aiutarla. Si avvicina, mi hanno mandata qui, dice, estrae una lista di libri per la scuola e me la porge. Ne faccio una copia e rispondo che controllerò tra i libri che abbiamo, che chiederò in giro. Sono duecento euro, dice, e domani vogliono i libri a scuola. In un sussurro e con gli occhi bassi mi chiede se distribuiamo alimenti. Vedo che le tremano le labbra e le stringo le mani. Serra la bocca e le lacrime cominciano a scorrere mentre nasconde il viso, tanti problemi, ed è un soffio. Il dolore ha un pudore che va rispettato, così andiamo nella stanza accanto dove non c’è nessuno. Ci sediamo. Le stringo ancora le mani. «Miomaritoèpartitopetunisipervederesec’èunabuonasituazionemaèundisastrononholavoroeneppureisoldipercomprareunpaccodipasta». E’ una raffica di parole e di lacrime. Le sorrido e lei si asciuga il viso con un angolo del velo nero che la fa sembrare una Madonna Addolorata. «Non so perché mi sono messa a piangere, ti ho guardata dalla porta e mi hai attratta, ho sentito che mi potevo fidare e mi sono sentita serena». Mi abbraccia forte e singhiozza. Parla un italiano perfetto, sorrido. Poche volte ho visto una tale dignità. «Mi hai mai vista qui? Non ho mai avuto bisogno e non mi sembra giusto togliere a chi non ha davvero, noi avevamo un lavoro. E voglio lavorare, non voglio elemosina, c’è che ha più bisogno perché non è neppure in grado di lavorare». Le dico di tornare l’indomani per compilare la sceda e iscriverla per la spesa, ma io non ci sarò. Andrò per lei. «Per favore, dimmi a che ora verrai, perché se non ti vedrò non entrerò neppure». Un’altra storia, altro dolore, un’altra esistenza che incrocia la mia. Un altro fardello. Stranamente però, non pesa.
By Gaia Garofalo • Storie migranti •
nov 6 2015
Un abbonamento per conoscere i rifugiati: “Aggiornamenti Sociali” a sostegno del Centro Astalli
Abbonarsi ad Aggiornamenti Sociali per l’anno 2016 significherà dare il proprio contributo al sostegno dei rifugiati. La redazione ha deciso di donare parte del ricavato dagli abbonamenti alle attività del Centro Astalli. La rivista verserà al Centro 5 euro per ogni abbonamento sostenitore e per ogni nuovo abbonamento ordinario sottoscritto a partire dal novembre 2015. Le persone già abbonate che rinnovano la propria sottoscrizione potranno contribuire al progetto regalando un nuovo abbonamento. I fondi raccolti verranno utilizzati per sostenere i rifugiati e le spese degli incontri sostenute dal Centro Astalli (trasporto, sussidi didattici, ecc.) nell’ambito del progetto “Finestre” che prevede incontri e lezioni con i ragazzi delle scuole medie e superiori di tutta Italia sulla questione dei rifugiati e sul diritto d’asilo. Punto di forza del progetto è dare voce alle vite e alle esperienze dei rifugiati e metterle a contatto con i ragazzi. Gli incontri sono supportati da materiale didattico prodotto dal Centro Astalli stesso.
Per info e abbonamenti cliccare qui
By Gaia Garofalo • News •

nov 16 2015
«Noi li aiutiamo a casa nostra». La campagna di sensibilizzazione del Naga di Milano
«Noi li aiutiamo a casa nostra» è la campagna di sensibilizzazione lanciata dal Naga di Milano a sostegno di stranieri regolari e non, rom, sinti, richiedenti asilo, rifugiati e vittime della tratta. Il Naga è un’associazione di volontariato laica e apartitica che si è costituita a Milano nel 1987 e ad oggi conta più di 300 volontari che forniscono assistenza sanitaria, legale e sociale gratuita alla popolazione straniera presente sul territorio, oltre a portare avanti attività di formazione, documentazione e lobbying sulle istituzioni.
«Quest’anno il fenomeno migratorio si è manifestato, intorno a noi, in tutta la sua grandezza e in tutta la sua potenza – scrivono i volontari sulla pagina Facebook del Naga – le traversate in mare, i naufragi, gli sbarchi, i viaggi a piedi, i treni, le stazioni, gli accampamenti sugli scogli e nei boschi, i vertici internazionali, i morti, i muri, il filo spinato, i respingimenti, la solidarietà spontanea, la speranza, la paura. Il coraggio.
Quest’anno più che mai, oltre a continuare a batterci affinché sia garantito a tutti il diritto alla libertà di movimento e a impegnarci per tutelare i diritti di chi arriva e di chi è già sul nostro territorio, pensiamo sia fondamentale esserci e continuare ad essere, soprattutto, un luogo di accoglienza.
Essere, ogni giorno, una casa: un luogo dove ogni cittadino straniero senza documenti possa ricevere gratuitamente una visita medica; dove un rifugiato possa partecipare a un corso di italiano, far parte di una squadra di calcio; dove a chi ha ricevuto un’espulsione sia assicurata assistenza legale gratuita. E non solo.
Noi li aiutiamo a casa nostra»
Sostieni il Naga di Milano
By Gaia Garofalo • News •